Caro Paolo,
 
il 2018 si è concluso nella migliore musica possibile, almeno per me. Ovvero sotto gli auspici di alcuni dei brani che più amo al mondo, come quelli della Semele e dello Hercules di Handel, che ho avuto il piacere di riascoltare sollecitato dalla tua analisi serratissima e coinvolgente.
E di molti altri ancora, che, confesso la mia ignoranza, ho ascoltato per la prima volta grazie al tuo libro: la parte dell'oboe della quarta sinfonia ovidiana di Dittersdorf mi risuona ancora nell'anima. E sorvolo sugli altri per non annoiarti.
Ineffabile il piacere che le tue pagine donano al lettore, e non soltanto per i riferimenti culturali e musicali che infittiscono ogni pagina, ma per la bellezza e la musicalità dello stile.
Davvero senza parole.
Un felice 2019 all'insegna del cantar che nell'anima si sente
 
Fabio