Il Fatto Quotidiano”, 17. VIII. 2016.

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Due grandi donne, ambedue di nome Franca e ambedue legate a uno degli spiriti magni del Novecento, Totò, hanno occupato il mio pensiero in questi giorni. Il 22 luglio se n’è andata Franca Faldini, attrice e scrittrice, compagna di una vita di Sua Altezza Imperiale, nata nel 1931; il 31 ha compiuto novantasei anni Franca Valeri, attrice e scrittrice e sismografo come pochi del costume italiano degli ultimi sessant’anni.

   Franca Faldini, donna dotata di classe e  umorismo, eccelleva in  understatement, la sottovalutazione di sé medesimi: diceva di essere una cagna come attrice ed era bravissima: basta vedere Miseria e nobiltà e Un turco napoletano, i capolavori di Scarpetta adattati a film per Totò; il suo più bel libro mostra quanto bene scrivesse e di quale profonda e intuitiva umanità fosse dotata. Si tratta di Totò, l’uomo e la maschera, apparso nel 1977 per l’editore napoletano Pironti e attualmente introvabile: non si può comprendere Totò senza averlo letto; e  rivolgo un appello a Goffredo Fofi e all’editore affinché venga ripubblicato. Totò non si può comprendere nemmeno se non lo si è visto a teatro; è incredibile che nessuna sua Rivista sia stata filmata: lacerti loro possono vedersi trasferiti al cinema, e il pezzo forte è il celeberrimo Vagone letto. La morte di Totò la appresi per istrada: scendevo per i “Quartieri” e popolane uscivano  dai “bassi” e piangendo s’ abbracciavano. Il giorno dopo assistetti alle esequie che si svolsero nella basilica del Carmine: quando la bara uscì, sormontata dalla  bombetta, sulla stessa piazza ov’era stato decapitato Corradino di Svevia il carro prese la fuga per sottrarsi alla folla e questa dietro. Si rifaceva il finale di Totò a colori, a dimostrazione che la natura imita l’arte.

   In questo film campeggia Franca Valeri: nell’episodio caprese interpreta la Signorina Snob e il suo Teatro dell’Assurdo trapassa nel surrealismo e nella metafisica: solo Ionesco ha fatto di meglio. Il diario della Signorina Snob, ripubblicato da Lindau nel 2003, è del 1951: primo libro della Franca, è illustrato da Colette Rosselli, la moglie di Indro Montanelli di origine napoletana, donna d’intelligenza ed eleganza straordinarie, in uno stile arieggiante Novello, il più grande caricaturista italiano: tra lui e Grosz non c’è che un passo. Una reincarnazione, pur essa milanese, della Signorina Snob, che non riesce nemmeno a far ridere è Ilaria Borletti Buitoni, degno sottosegretario di Franceschini.

   Di Franca ora Einaudi pubblica l’aforistico La vacanza dei superstiti (e la chiamano vecchiaia), pur esso concentrato d’intelligenza. Dal Diario: “Ieri mentre scrivevo giacendomi annoiatissima mi telefona un’ignota di mia conoscenza: ‘Senti, vieni assolutamente, siamo tutti in casa di una ragazza balcanica, facciamo una seduta spiritica’. Mi sono precipitata lingua a terra; cos’è stato di bello, da torcersi. (…) Ci siamo piazzati tutti intorno a un tavolino al buio, facendo sforzi orrendi per farlo ballare.”  Ancor oggi c’è chi fa finta di credere che l’indicazione di cercare a via Gradoli durante il sequestro Moro, fatta da Romano Prodi, nascesse dal suggerimento del piattino durante una seduta spiritica. Nessuno ha chiamato il politico bolognese a render conto di ciò; e lo ricordo al mio amico Marco Tullio Giordana, il grande regista autore fra l’altro di Maledetti vi amerò, il primo film sul terrorismo, e dei capolavori su Piazza Fontana e la Repubblica Sociale, perché da lui attendo un film su l’affaire Moro, tema che ancor oggi nessuno vuole o sa dal cinema affrontare. La somma opera di Leonardo Sciascia con questo titolo (1978-1983) è ancor oggi insuperata: letterariamente, politicamente.

   Le due Franche hanno in comune l’origine ebraica: il cognome della Valeri è Norsa.  Medea Norsa (1877-1952) fu grande e sventurata papirologa allieva di Gerolamo Vitelli avverso la quale l’infame accademia si chiuse imputandole origine e sesso.  Tutti dovrebbero leggere Il papiro di Dongo (2005) di Luciano Canfora, dedicato a lei e più vastamente ai rapporti tra fascismo e mondo della cultura: romanzesco insieme e lungimirante.

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