Il Fatto Quotidiano”, 10. VI. 2016.

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Valeria Valente è quella immortalata nelle fotografie mentre a Napoli cinguetta con Denis Verdini, venuto a soccorrerle alle elezioni comunali di domenica. Ed è anche quella spedita a Napoli da Renzi per vincere contro Antonio Bassolino le celebri primarie truccate e perdere queste elezioni: com’è avvenuto.  Chissà che cosa le è stato promesso per accettare un ruolo siffatto: non posso credere che una donna, parlamentare e con esperienza politica, credesse a sua volta di avere qualche minima possibilità. Se così fosse farebbe tenerezza e la paragonerei al grande Ugo D’Alessio che interpreta Decio Cavallo in Totò truffa e compra la fontana di Trevi dal “Cavalier Ufficiale Antonio Trevi, proprietario dell’omonima fontana”. Dopo che Decio ha sborsato la cifra arrivano i mastrogiorgio (gl’infermieri del manicomio) coll’ambulanza a sirene spiegate e se lo portano.

   A Napoli giungerà invece un terribile Godot a commissariare il locale Partito democratico: quello che i cretini chiamano democrat; e sono gli stessi che dicono mission impossibile. La Valente (leggo sul “Corriere del Mezzogiorno” di oggi) sostiene di aver perso le elezioni perché Antonio Bassolino, dopo le primarie truccate ai suoi danni, ha fatto ricorso. In una conferenza stampa di martedì Bassolino ha accusato il Pd napoletano di “stalinismo democristiano”, e pare difficile contestare questa definizione brillante insieme e profonda. Egli sostiene che il commissariamento ha da essere non solo provinciale ma anche regionale; e che deve preludere a veri congressi. Anche qui, come dargli torto?

   Ma Assunta Tartaglione, segretario regionale, strilla come una lavandaia al lavatoio. Accusa Bassolino di leso segretario del partito e leso presidente del Consiglio. Come osa dargli lezioni? Come osa sostenere ch’è stato mal consigliato? Se si sono perse le elezioni è sempre colpa di Bassolino che ha denigrato il Partito, non ha aiutato la campagna elettorale, ha remato contro e (questo non lo dice ma forse lo pensa) ha capitanato l’astensione massiccia. Certo è che (leggo dallo stesso quotidiano) i voti andati al Pd in queste elezioni a Napoli sono così pochi da essere addirittura il 28.6 % di quelli avuti dal Partito alle elezioni politiche del 2013.

   I personaggi destinati a essere spazzati via dall’arrivo del Godot-commissario (per loro, per restare in Samuel Beckett, ci sarà addirittura il Finale di partita? ne dubito) si sorprendono della loro sorte: essi non hanno fatto altro che servire con zelo Matteo Renzi, attuarne gli ordini e interpretarne il pensiero. Non sanno che i sicarî, mandati di notte ai crocicchi per assassinare il re in viaggio, verranno a loro volta fatti assassinare dal mandante e così sarà dei loro assassini. Ma che dico? la Valente e la Tartaglione hanno letto Eschilo e Sofocle nel testo della Bibliotheca scriptorum greacorum et romanorum Teubneriana….

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