“Il Fatto Quotidiano”, 9. III. 2016.

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Sono uno dei 12967 napoletani che domenica alle primarie del Pd hanno votato per Antonio Bassolino. Ma Valeria Valente, con 13419, ha prevalso: sarà lei il candidato ufficiale del partito alle elezioni comunali: per perderle contro Luigi De Magistris.

   Nemmeno cinquecento i voti di differenza fra i due. Di Bassolino i commentatori hanno messo in rilievo che fu potentissimo; non abbastanza che è un ex potente. Nessuno ricorda che la Valente è, essa sì, potentissima: giacché, figura scolorita, dall’eloquio patetico, politicamente irrilevante, è stata sostenuta dal partito in modo pervicace e pervadente. La sua è una vittoria di apparato; lo mostra anche l’analisi del voto per sezioni e quartieri pubblicata dal “Corriere del Mezzogiorno”. Ed è figlia di Bassolino. L’argomento più valido contro Bassolino non l’ho ancora visto avanzare: la Valente e tutti quelli che lo hanno tradito, fino a quel Borriello che vediamo nel filmato, di che subito parlo, fare il ras della sezione di San Giovanni a Teduccio, sono creature sue. Che gli rivoltino contro è proprio della natura umana. Ma soggetti siffatti ha saputo creare Don Antuono quando comandava e poteva scegliere?

   Fino a ieri, ossia fino a prima che lo scandalo non scoppiasse, i mezzi di comunicazione hanno analizzato superficialmente la sconfitta di Bassolino. Non hanno messo in rilievo che se le primarie si sono fatte, e con così alta affluenza, lo si deve a lui. Il candidato volevano sceglierselo a Roma. Né si è abbastanza rilevato quanto sia impervio fare una campagna solitaria con l’opposizione dell’apparato. Chi è andato a votare per Bassolino lo ha fatto – in autonomia - per motivi politici e culturali. Io dico che noi 12967 siamo moltissimi. Bassolino è vincitore non soltanto morale.

   E non solo prevalenza di apparato in senso stretto è quella della Valente. I mezzi di comunicazione di oggi martedì sono pieni di notizie intorno ai brogli elettorali. Un filmato messo in rete dal sito fanpage mostra che in alcune sezioni i voti si sono pagati. Sordidi personaggi imboniscono, “consigliano”, dispensano abbracci e pezzi da dieci. Sono immagini vergognose. I pezzi grossi del partito smentiscono, minimizzano, convinti di poter decidere tutto e su tutto comandare. Un napoletano come me non può non indignarsi: ancora una volta veniamo considerati sotto-uomini, immeritevoli della democrazia.

   Il partito ha avuto i mezzi per far perdere le primarie a Bassolino ma non ha quelli per vincere le elezioni senza di lui. Perché vuole perderle?

   Che voglia perderle non è una mia sensazione. E’ stato scritto dai due più acuti commentatori sulle questioni politiche napoletane, Paolo Macry e Enzo D’Errico. Va aggiunto che l’aver scelto Berlusconi candidato il già sconfitto Lettieri va interpretato in chiave romana, un favore che il vecchio trombone fa a Renzi. E infatti. Siamo a una tetra comica: il sindaco uscente De Magistris, che grazie a tutto ciò sarà rieletto, fa contro Renzi un’opposizione degradata in farsa populista. Un sindaco è pur sempre una figura istituzionale: non può dichiarare Napoli città derenzizzata quando Renzi, piaccia o meno, è il presidente del Consiglio. E qui siamo alla tetra e disperata farsa: il partito da Renzi guidato si adopera per avere in posizione di rilievo nazionale, quale il sindaco di Napoli è, chi gli conduce un’opposizione siffatta. Evidentemente Renzi sta già mutando il suo governo in regime; un politico anziano e autorevole è per lui un disturbo; di politici anziani gli bastano solo l’alleato Verdini e l’alleato in fatto Berlusconi: quanto autorevoli siano, lo sa ognuno. Un politico autorevole, il quale per giunta è uno dei pochissimi a parlare di politica, nella veste di sindaco della più importante città del Sud gli è vieppiù di disturbo. Nella sua campagna Bassolino ha sottolineato che dal governo ormai esulano i rappresentanti dell’Italia meridionale: forse che anche questo a Renzi non spiace? E la cosa più terribile per l’Italia non è forse che Napoli e tutto il Mezzogiorno muoiano senza che il governo e il resto del paese facciano nulla, abbandonandoli a se stessi?

   Ribadisco il mio pensiero: Antonio Bassolino è il solo che tenti di reagire contro quest’apocalisse. Deve presentarsi alle elezioni lo stesso. Può vincerle ancora, pur se l’impresa sia difficillima e faticosa.