Testimonianze epistolari su La dotta lira. Ovidio e la musica.

Mio dotto amico,
è un po’ che raccolgo parole per testimoniarti la mia ammirazione. 
Ma, lenta e timorosa come sono, mi trovo sorpassata a destra e a manca da presentazioni, recensioni e commenti così brillanti, esaustivi, calorosi del tuo eccellente lavoro, che ogni volta sento la necessità di trovare altre mie espressioni, che siano di te più degne.  
 
Va buo’, magari potresti accogliere questa mia lentezza come testimonianza, essa stessa, di grande devozione? 
 
Ma poi, con goffa metafora, provo almeno a dirti che a leggere  le tue pagine ‘liriche’ (quelle su Strauss, più e più volte: non volevo il tuo libro finisse? ho colto quel fulgur che  ha generato il libro stesso? ), mi sembra si aprano nel cervello continui link, intesi a ramificare in ogni direzione un sapere che mi resta chiaro e luminoso sempre, malgrado la vastità e la densità di spazi e tempi da te connessi. 
 
Immagino sia anche questo lo scarto fra erudizione altèra e ardore culturale, quell’ardore tuo, che – scusa l’ardire – mi ti rende, se possibile, ad ogni lettura più caro.
Raccoglierò altre parole, magari ne troverò qualcuna meno goffa.
Luisotta 

 

Caro Paolo,  

quanta scienza nel tuo Ovidio in musica!  E ben radicata a differenza di quanto ci viene inflitto da tanti sedicenti critici e storici della musica, con appena una infarinatura di cultura classica.
Per ora mi sono limitata a piluccare qua e là. Una lettura più seria è rimandata a quando con i miei fratelli saremo fuori dai complicati problemi legati alla morte della mamma, cittadina italiana residente da 40 anni a Losanna, dove è scomparsa lo scorso luglio 
 
Non ho potuto però sottrarmi alla lettura delle pagine in cui tratti della Favola caselliana. Analisi  accurata e oggettiva del testo e della musica. Inutile dirti bravo, perché lo sai da solo, te lo dicono in tanti (non tutti) e il tuo ego si inorgoglirebbe oltre misura.
 
Verrò a Napoli (ma sarà un blitz)  per Così fan tutte, opera che non amavo finché Riccardo (che adesso non vedo e non sento più) mi fece scoprire l'ironia e il doppio fondo. Era a Salisburgo un secolo fa, durante incontri conviviali (con Cristina, i Pinzauti e c.) e facendomi assistere a prove e recite.
 
Tornerò a giugno per Katia Kabanova e resterò a Napoli più tempo. Forse in quell'occasione riusciremo a incontrarci. In ogni caso ti avvertirò 
 
Un abbraccio
Fiamma 
 
 
Cimo Paolo,
ho ricevuto la Dotta Lira, con la tua dedica che mi ha commosso.
La sto leggendo. E devo dirti subito che sono ...stupefatto.
Come tu abbia potuto in pochi mesi comporre un'opera come questa, che attesta la lettura di centinaia di opere, di ascolti musicali, di confronti testuali, di citazioni di autori antichi e moderni, di scrittori, di critici, io non lo so. E non penso che tu possa avere in casa tutto.
Se poi considero quello che tu hai pubblicato in questi ultimi anni il mio stupore raggiunge lo zenith.
Per di più, a differenza di me, tu viaggi, ti muovi,  incontri amici e ne conosci di nuovi.
Insomma, una vita di intensità incredibile.
Anche la foto con l'asino, che è parlante, mi commuove.
Tutto questo per dirti che ti ammiro e che sono felice di vedere che la tua vita ha avuto una fioritura straordinaria in questi anni.
Voglio anch'io intraprendere la lettura dei latini (con i greci ho ricominciato).
Un grande grazie per il tuo costante ricordo, carissimo Paolo. 
Io sto scrivendo un dialogo con un giovane elettore sull'Europa. Non so come verrà...
Sono profondamente amareggiato per le condizioni  della vita pubblica nel mio Paese.
Un abbraccio
Antonio

 

Paolo, sono stato il pomeriggio con Maria Grazia Ciani che per noi ha tradotto Iluafe e Odissea e ora  le Metamorfosi, moglie di Emilio Pianezzola che è stato importante studioso di Ovidio. 

Aveva comperato il libro e letteralmente lo sta sbranando con sottolineature, foglietti, appunti, riletture. Raramente l’ho sentita così intrigata.
Un abbraccio
 
Emanuela 
 
 
Caro Paolo, la recensione di "Barbadillo" è bellissima... e il tuo libro merita ogni parola: lo sto leggendo affascinata e quasi schiacciata dalla tua immensa dottrina e dalla tua grande passione.
Un saluto affettuoso Francesca 

 

Illustre e caro Maestro,

ho poco fa ricevuto il Suo nuovo straordinario giardino letterario, in cui la musica della poesia, accompagnata dalla sublime poeticità della evocata musica,restituisce grazia alla vita mortificata dalla miseria del presente!

Con riconoscenza e affetto La saluto.

Aldo Masullo

Caro Paolo

il tuo Ovidio ha completato il lungo viaggio. Nel mio campo, e con la mia esperienza, tanti libri nuovi risultano  del tutto prevedibili. Ma a volte, di rado, si e' fortunati testimoni  dell'apparizione di qualcosa che prima non c'era. Come le isole dell'Acheloo.
Grazie doppiamente

 

Dear Paolo,

 
Just a few minutes ago I found a package from Italy in my mailbox. I eagerly opened it to find your beautiful book, La dotta lira. Of course I turned immediately to the chapter on Dittersdorf's Ovid Symphonies, where I quickly see that it is the definitive treatment of these symphonies. I'm delighted that you share my interest in this music, and that you found my article in Studi musicali of some value. It is an great honor to be cited by a scholar whose learning is as deep as it is wide. (I am also happy to see, on p. 256, the name of Fabrizio della Seta, whom I saw just a few days ago in San Antonio, Texas, at the annual meeting of the American Musicological Society. Small world!)
 
I look forward to reading your book carefully from cover to cover; and, in the meantime, I offer your my congratulations and my thanks.
 
With all best wishes,
 
John

 

 

Caro Professore,
ho ardato a ringraziare per il dono del libro  su “”Ovidio e la musica”. Speravo di farlo dopo aver letto tutto, Il che non mi è riuscito, non tanto perché preso da alcuni lavori in corso, qualcuno di assai vicina scadenza, quanto  sopratutto per la ricchezza del suo libro. Un vero esempio di sapient, Kulturgeschichte, Un genere di ricerca e di scrittura che molto mi attrae, convinto come sono che il livello attuale della ricerca non è più quello -ai suoi tempi imponente- della distinzione tra le discipline, quanto piuttosto quello dell’interazione tra i saperi positivi, il cui rigore è dato dalla perizia filologica. Continuerò con calma e interesse la mia lettura,ma non voglio tardare ancora nel ringraziare. Vado apprendendo molte cose e questo è il segno delle buone letture. Ancora grazie e mille cordialità Fulvio Tessitore

 
Caro professore,
mi scusi se rispondo con ritardo all'invio del suo nuovo libro, del quale, in compenso, ho letto una buona metà con ammirazione e vivo godimento.
La prego di accogliere i miei più vivi ringraziamenti e i saluti più cordiali      
Gennaro Sasso