Carissimo Paolo,

sto procedendo nella lettura, con veri "assaporamenti" serali. 

Procedo piano, perché la tua scrittura è densissima. 

Siccome anche il mio è mestiere di scrittura (certo, in diritto è diverso l'oggetto, ma la tecnica tutto sommato non troppo dissimile), mi chiedo come fai. In altri termini: come procedi alla costruzione? Hai capacità paranormali (San Gennaro?).

Il risultato è incredibile: penso - ma lo penso davvero - che in questo momento in Italia ci siano forse altre 3-4 teste che possoo essere messe grosso modo sullo stesso piano (ma non esattamente).

Siccome odio la banalità, non volevo farti dei complimenti sciocchi: stavo allora provando a elaborare nella mia testa un parallelo tra la tua scrittura e un'architettura che nel tuo caso è "borrominiana"; ma potremmo forse anche dire che è al livello del più elegante Settecento napoletano. E ciò nel senso che le linee, le nervature sono classiche e poi però l'ornato è ricco, pieno, direi quasi "gaudente della vita" (come solo la cultura mediterranea sa essere: neppure la Francia ha mai espresso veramente tutto questo).

Ecco, se devo pensare al tuo libro ora vedo un'architettura che mi riempie gli occhi di gioia.

E di questo ti sono grato!

Dobbiamo davvero parlarne a Napoli, ma non rimproverarmi perchè non sono ancora riuscito, ...mi fai soffire di una privazione che non scelgo!

Un abbraccio