Testimonianze epistolari su La dotta lira. Ovidio e la musica.

Caro e paziente,

la Dotta lira m'infonde reverenziale timore: un megasistema di
relazioni che pare un'enciclopedia scritta da un uomo solo! Chapeau !

Egregie Professore Isotta,

I don’t speak Italian but I am able to read more or less good books in Italian language. Therefore it is allowed to me to say a few words about your book about Ovidio e la musica. I do this with special pleasure because I feel myself as a „Humanist“ as we call people interested in Latin and Greek language, philosophy, history and arts.

If a composer wrote any music following Ovid (or other Latin poets) the musicologists mention this or write about this with a view just in this work. Haydn’s „Philemon“, Dittersdorf’s Metamorfos are discussed just as a phenomenon of/at/with Haydn or Dittersdorf or … Therefore I was so happy to find your chapters „Arianna e Medea“ or „Le Metamorfosi nella metamorfosi della Sinfonia“. You showed the red line in the interests, thoughts and ideas of composers from Monteverdi to Strauss or the connection between idea and elaboration in the evolution oft he instrumental music; the often so called absolute music needs very often not absolute but literary influences. What you wrote about all the wide aspects of Orfeo and Orfeo as literary subject seems to me was necessary since long and in this sense never done before. You don’t number the musical works devoted to the Orfeo subject but you show the lines in music history, the lines in the aspects and in using the differents aspects and you ofer answers why a composer could be fascinated and inspired by this subject, independently from the time when he lived and from the musical style actual at that time. You are very familiar with all the periods in the music history but you didn’t write a book about music history. You wrote a book about the history of ideas of literary subject matters and their long living traditions also about some changes to keep these ideas alive. That’s it why I am fascinated and why I think this is an very important book. I have to congratulate.

It wopuld be great if the publisher could arrange a German or an English translation or both. Form y opinion the German would be the most important not because it is my mother language but because the book shows so many bridges between Italy and the German speaking countries.

Many thanks for this book.

Very best wishes and kind regards,

Otto Biba

La Penna

Caro Paolino,
ho finito di leggere il tuo bellissimo libro. Nel leggerti si imparano tante cose Hofmansthal e Strauss, Thomas Broughton. Peccato che io non sappia leggere  la musica. Magnifiche le tue tante citazioni. resto stupefatta dl poco tempo che metti a scrivere un libro di tale cultura. E non dico erudizione, perché l'ho sempre considerata una deminutio. La tua è grande Cultura, quella che sa spaziare, andare da una parte all'altra, meditare, far riflettere. Il libro di un erudito è sempre di una noia mortale, i tuoi saggi, invece, si leggono con vera avidità. Perdona il tempo che ci ho messo, ma purtroppo vivo sempre di corsa con tante cose da fare per il lavoro. Presto ti arriverà anche il mio nuovo romanzo che esce il 7 marzo.
Un grande abbraccio pieno di ammirazione dalla Romanella tua 

Carissimo Paolo,

ho finalmente ultimato la lettura del tuo bellissimo libro. Come con gli altri mi sono preso il tempo di meditarlo e di ascoltare tutta la musica che non conoscevo. Le sinfonie di Dittersdorf sono incantevoli, un vero peccato che non siano in repertorio. Su Rossini hai perfettamente ragione, c’è veramente una grande consapevolezza della cultura classica. Il finale del libro con Strauss e D’Annunzio è veramente fantastico. La Daphne è un mio vecchio amore, come tutta la sua musica – quello che hai scritto su Metamorphosen mi è piaciuto particolarmente, l’ho sempre pensato - ma l’oleandro non lo conoscevo ed è una meraviglia. Pensa che ho amato D’Annunzio proprio leggendo Alcyone, il mio maestro di letteratura poetica e drammatica era un d’annunziano doc, negli anni dei miei studi questo sommo poeta non era molto considerato, ma grazie al mio professore ho compreso la grandissima profondità e musicalità della sua poesia. Sono onorato di essere stato inserito tra grandi musicisti, e leggerti è sempre fonte di grande gioia.

Un grande abbraccio

Mario

buon giorno Maestro Isotta,

ho il piacere di aver iniziato la lettura della Sua  “dottissima lira” e sin  dalla introduzione dell’”Avvertenza” ho provato un senso di ritrovamento ed una progressiva liberazione mentale dall’invadente degrado dell’attuale pensiero dominante. 

Nel  presente esilio di cittadinanza,  il mito con la sua  verità profonda  e subliminale risveglia nostalgie esistenziali: la perdita dell’assoluto, di una originaria intravista età dell’oro.

Il mito è connesso all’esilio, alla nostalgia della bellezza.

Anche al rimpianto di un locus mundus, ormai sopraffatto dall’immondizia.

La rivisitazione ed interpretazione di un’opera e della sua genesi è sempre di natura e tipo ecfrastico e ne rivivifica la durata nel tempo.

Immagino ne sia d’accordo.

Con rinnovata stima

Giovanni Barca 

Caro Paolo

 
Ho finito proprio ieri di leggere il tuo splendido e ricchissimo libro; in realtà contiene vari saggi in uno: sul mito di Orfeo, su Haendel, sul contrasto di affetti (un tema, quest'ultimo, di cui mi ero occupato una vita fa a proposito del romanzo greco, e avevo usato Donna Elvira come epigrafe); come anche nel libro su Otello che ho letto per un intervento a un convegno a Napoli, ho apprezzato molto la tua capacità di commentare, interpretare e comunicare al lettore non specialistico la musica: come ti ho detto, è un libro che fa venire voglia di ascoltare tanto, e io ho riscoperto brani che avevo molto amato (Cavalli, Britten, Benda Dittersdorf...), o su cui ho scritto (la Persephone) o scoperto opere che non conoscevo (la struggente Ariane di Massenet). Mi hanno anche molto interessato e colpito le parti dedicate al panteismo e all'ateismo, temi spesso molto trascurati dalla critica (nel mio saggio su Dioniso nel Novecento, che ti vorrei mandare se mi dai un indirizzo postale, mi sono occupato del neopaganesimo di Pater e altri). Da ex-classicista ho apprezzato la competenza con cui affronti la poesia antica, e le tue posizioni sulla teoria musicale di Ovidio, che mi sembrano del tutto convincenti. Un'unica perplessità (non una critica): talvolta mi sembra che privilegi (da un punto di vista quantitativo) le prime fasi della storia della musica, e gli autori più classicisti (anche la mostra alle Scuderie fa una scelta simile: si occupa prevalentemente di Rinascimento): io trovo molto interessante la ripresa dell'antico  dopo il tramonto del classicismo, nell'Otto-Novecento, proprio perché non c'è più l'atteggiamento di omaggio e di imitazione. Ma forse è solo un'impressione: ci sono tante pagine su Berlioz e altri autori anche novecenteschi, ad esempio, e poi c'è il bellissimo finale con Strauss e D'Annunzio. 
Sì, hai ragione, con gli anni il tuo stile si è addolcito, si è fatto più scorrevole: riesci a comunicare meglio  la tua enorme cultura
 
 
Massimo
Caro Paolo,
il tuo ultimo libro “La dotta lira” mi ha davvero affascinato, per la ricchezza delle suggestioni nascenti dall’intreccio tra storia, poesia, musica, pittura e scultura.
Partendo dalla grandezza, antica e moderna, di Ovidio, sei riuscito a offrire un affresco luminoso e originale anche a un lettore di diversa formazione.
Penso che con questo libro tu abbia dato un alto contributo alla cultura: in un tempo per essa pieno di ombre più che di luci!
Grazie e  presto
MR
Caro Paolo,
 
il 2018 si è concluso nella migliore musica possibile, almeno per me. Ovvero sotto gli auspici di alcuni dei brani che più amo al mondo, come quelli della Semele e dello Hercules di Handel, che ho avuto il piacere di riascoltare sollecitato dalla tua analisi serratissima e coinvolgente.
E di molti altri ancora, che, confesso la mia ignoranza, ho ascoltato per la prima volta grazie al tuo libro: la parte dell'oboe della quarta sinfonia ovidiana di Dittersdorf mi risuona ancora nell'anima. E sorvolo sugli altri per non annoiarti.
Ineffabile il piacere che le tue pagine donano al lettore, e non soltanto per i riferimenti culturali e musicali che infittiscono ogni pagina, ma per la bellezza e la musicalità dello stile.
Davvero senza parole.
Un felice 2019 all'insegna del cantar che nell'anima si sente
 
Fabio

Un capolavoro !