marte virtu

"Questa è la voce di Wikipedia dedicata a Paolo Isotta"

Paolo Isotta nasce a Napoli il 18 ottobre 1950.

Nella città natale, che non ha mai abbandonato, ha studiato composizione, lettere classiche e giurisprudenza: i suoi maestri sono stati Antonio Guarino per il diritto romano, Vincenzo Vitale per il pianoforte, Renato Parodi e Renato Dionisi per la composizione.

Nel 1971, a ventun anni, viene nominato professore straordinario al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria; poco dopo diviene ordinario prima a Torino poi a Napoli. Nel 1994 lascia la cattedra «per progressiva intolleranza verso gli allievi attuali».

Nel 1973 scrive l'appendice musicologica a Mnemosine di Mario Praz, che nel 1974 lo segnala a Indro Montanelli e Guido Piovene, consentendogli di approdare a Il Giornale, di cui fino al 1979 è stato critico musicale. Dal 1980 è nominato responsabile della sezione cultura musicale e dal 1993 anche critico del Corriere della Sera. Il 16 ottobre 2015 pubblica l'ultimo articolo sul Corrierone, congedandosi dopo 35 anni di attività; dal 21 ottobre inizia a collaborare a Il Fatto Quotidiano. Ha dichiarato che di qui in avanti non eserciterà più la critica musicale, che è lieto di abbandonare dato il livello della vita musicale e di chi pratica la cosiddetta critica, e che la sua attività giornalistica sarà sporadica e incentrata sugli argomenti che gli piacciono, anche musicali; e che se il Signore gliene darà il tempo e la forza si dedicherà a scrivere libri come storico della musica, per i quali ha già iniziato lo studio. Ha l'abitudine di dire che una delle grandi grazie da lui ricevute è che studiare gli è gioia e non fatica: se negli ultimi decenni è cambiato in meglio è perché non è stato un giorno senza studiare.

Dal 1980 al 1987 ha diretto insieme con Piero Buscaroli la collana editoriale Musica e Storia della Mondadori, che si pone in continuità con il lavoro intrapreso alcuni anni prima con la collana La Musica per Rusconi, Le opere edite dalle due collane hanno fornito alla cultura italiana una serie di fondamentali classici della musicologia fino a quel momento mai tradotti: dal Berlioz di Henry Barraud alla Storia degli strumenti musicali di Curt Sachs alla Storia della musica di Friedrich Blume.

Nel 2013 il Teatro alla Scala lo dichiara "persona non grata", a seguito di un articolo critico nei confronti di Daniel Harding. Il nuovo soprintendente Alexander Pereira si è scusato a nome della Scala del comportamento del predecessore Lissner.

Vita privata

Ha dichiarato di aver votato in passato M.S.I. Nel 2014 si è iscritto al Partito Radicale Italiano in quanto condivide molte sue battaglie di libertà. Di fede cattolica, è contrario all'aborto - eccetto quello terapeutico; ritiene tuttavia che di fronte a sofferenze fisiche o psichiche intollerabili vi sia da parte dell'uomo il diritto a morire. Le sue passioni, fuori della musica, sono la storia romana, la poesia latina con Virgilio al vertice, Manzoni, Flaubert e Dostoevskij.

Giudizi critici

Isotta è considerato uno dei maggiori musicologi contemporanei. Pareri assai elogiativi sono stati espressi sulle opere e sull'attività giornalistica di Isotta da personalità di primo piano della cultura italiana ed europea: da Mario Praz, Isaiah Berlin a Giorgio Zampa e Luigi Baldacci fino ai contemporanei Natalino Irti, Pietrangelo Buttafuoco, Raffaele La Capria, Vittorio Feltri, Marco Tullio Giordana, Marco Risi e Alessandro Piperno. Del suo libro La virtù dell'elefante (2014), premio Acqui Storia 2015, Vladimiro Bottone ha scritto:

« Il grande stile, che ha abbandonato la narrativa, si è rifugiato presso di lui. »

Sul suo ultimo lavoro Altri canti di Marte (2015) Quirino Principe, decano dei critici musicali italiani, si è espresso con parole assai lodevoli:

« La guerra nelle pagine di Isotta divampa per l'altezza delle esperienze e dei giudizi sui terreni della musica, del teatro, delle letterature, delle arti. »

Opere

  • Antonio Caldara: problemi e prospettive, Leo S. Olschki, Firenze 1971.
  • I diamanti della corona. Grammatica del Rossini napoletano, Utet, Torino 1974.
  • I sentieri della musica, Mondadori, Milano 1978.
  • Dixit Dominus Domino meo: struttura e semantica in Händel e Vivaldi, Edizioni internazionali di musica sacra, 1981.
  • Il ventriloquo di Dio: Thomas Mann e la musica nell’opera letteraria, Rizzoli, Milano, 1983.
  • Le ali di Wieland, Rizzoli, Milano, 1984.
  • Protagonisti della musica, Longanesi, Milano 1988.
  • Victor De Sabata: un compositore, Edizioni Teatro alla Scala, Milano 1992.
  • Renata Tebaldi, Edizioni Teatro alla Scala, Milano 2002.
  • La virtù dell’elefante. La musica, i libri, gli amici e San Gennaro, Marsilio, Venezia, 2014, ISBN 978-88-317-1939-1
  • Altri canti di Marte, Marsilio, Venezia, 2015

 

 
Scarica in formato PDF
L'articolo su "La virtù dell'elefante" presente su la rivista DIORAMA